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STUDIOTORINO ha la fortuna di avere Aldo Brovarone come amico.

Per questo ho il privilegio di descrivere il Suo lavoro su questo sito, certo che anche Voi scoprirete, come io casualmente ho scoperto nel 1989, uno tra i grandi stilisti dell'automobile.

Prima di parlare dei Suoi lavori, ci tengo a dirVi che Aldo Brovarone è un uomo dall'animo gentile, generoso e con il dono della vera modestia.


Aldo Brovarone e Alfredo Stola
con una Dino Ferrari GTS (1989)
E' obbligo, prima di iniziare il Suo excursus professionale, dire chiaramente che tutto ciò che ha disegnato in modo completo, o in parte come assistente, è stato fatto sotto i prestigiosi marchi Cisitalia prima, e Pinifarina poi.


Foto di gruppo con Manuel Fangio
presso la Autoar a Buenos Aires. (1949).

Aldo Brovarone nasce il 24 giugno 1926 a Vigliano Biellese in Piemonte.

Viene avviato agli studi tecnico-commerciali, utili in quel tempo per quella particolare zona, ricca di floride industrie tessili, ma a causa degli eventi bellici della seconda guerra mondiale, non conclude il ciclo di studi superiori.

Questo contrattempo gli permette di cambiare indirizzo professionale e di dedicarsi alla Sua passione per il disegno, supportata da innato talento artistico.

Si imbarca così per l'Argentina, dove inizia nel 1949 l'attività di grafico presso uno studio pubblicitario di Buenos Aires.

Questa prima esperienza di lavoro gli dà l'opportunità di entrare nel mondo dell'automobile: infatti viene assunto dalla AUTOAR (Automotores Argentinos), azienda creata e diretta da Piero Dusio, già fondatore a Torino della Cisitalia.

Nel 1952 viene richiamato in Italia dallo stesso Piero Dusio, per essere impiegato direttamente in Cisitalia e dopo una breve esperienza, a causa della grave crisi finanziaria dell'azienda nel 1953 viene chiamato (personalmente) da Battista Farina, detto Pinin a far parte della Sua azienda.

 


Schizzo del modello Cisitalia tipo 33 Volo radente.

Aldo Brovarone modella una Ferrari

Va detto che questo determinante incontro è stato facilitato da Piero Dusio con una lettera di presentazione all'amico Pinin.

Dopo un periodo di prova di tre mesi, Brovarone viene confermato come stilista alle dipendenze degli allora Francesco Salomone e Franco Martinengo, maturando così un'esperienza incredibile, avendo l'opportunità di lavorare in un ambiente ideale.

In quel periodo la Pininfarina disegna macchine straordinarie e così il giovane Aldo Brovarone inizia a dare i Suoi primissimi contributi disegnando dettagli, eseguendo le varie viste e talvolta trasformando gli schizzi creati dai Suoi maestri in figurini a colori


Aldo Brovarone al suo tavolo da lavoro
nello stabilimento Pininfarina di Grugliasco .

Aldo Brovarone assiste alla costruzione
di una maquette.
I progetti di quello straordinario periodo sono la Maserati A 6 GCS, la Ferrari 250 Le Mans, e la famosa Ferrari costruita in unico esemplare per il regista Roberto Rossellini, l'Alfa Romeo 3500 Superflow.

Nel 1954 verrà scelto per la prima volta un Suo figurino per la realizzazione di una fuoriserie costruita in un solo esemplare per l'Avvocato Gianni Agnelli, realizzata sul telaio della Ferrari 375 America.

Prima di essere messo in produzione, ogni lavoro era sempre supervisionato e corretto dallo stesso Pininfarina.


Figurino scelto dall'avvocato Gianni Agnelli per sua fuoriserie Ferrari 375 America Coupé Speciale. (1954)

Esemplare unico della Ferrari 375 America Coupé Speciale disegnato per l'avvocato Gianni Agnelli.(1955)

Disegno e prototipo della Ferrari SuperAmerica 2.(1960)

Dopo circa otto anni di lavoro come stilista semplice, Brovarone riveste un ruolo di primo piano nel design della Ferrari Superamerica superfast 2°: infatti Suo è il disegno e il prototipo che viene presentato nel novembre del 1960 al Salone di Torino nello stand Pininfarina.

Questa realizzazione sperimentale del grande carrozziere torinese propone uno stile totalmente inedito.

Il disegno ha dei punti comuni con il profilo di un'ala d'aereo (gli aerei sono un'altra grande passione di Aldo Brovarone).

Il bordo di entrata è costituito dal muso in mezzo al quale è stata praticata la presa d'aria del radiatore, un'ellissi di dimensioni molto ridotte che ricorda le Ferrari sport.

Il bordo d'uscita è rappresentato dalla coda sfilata a punta, verso la quale convergono le curvature dell'abitacolo.

Con una soluzione innovativa per rendere ancora più puro il design, Aldo Brovarone nasconde i fari anteriori sotto una mascherina di alluminio, azionata da un comando elettrico, facendoli sparire totalmente nel corpo della calandra anteriore.

Volendo citare le parole di Antoine Prunet, autore del libro Ferrari “Le Granturismo” del 1980: “ Questo meraviglioso coupè può essere certamente considerato, sia per il disegno che per la sua realizzazione tecnica, uno degli esempi più significativi dell'arte della carrozzeria ”.

Anche di Aldo Brovarone è il disegno della DINO Berlinetta speciale, presentata nello stand Pininfarina a Parigi nel 1965.

Può considerarsi l'ultimo prototipo visto dal fondatore della Pininfarina e uno fra i primi ad essere seguiti dal figlio Sergio.


Il primo schizzo della Dino (interessante la soluzione del vano motore centrale).

Due proposte della Dino Berlinetta Speciale. (1964)

Un'altra rivoluzione di design, il primo prototipo di una nuova generazione a motore centrale Ferrari, il cui disegno ha ispirato molte delle successive Ferrari a motore centrale, dando così l'avvio alla generazione Dino nelle versioni stradali 206 e 246.

Questo prototipo di Berlinetta speciale prende origine da una forma lenticolare nella quale si innestano le carenature per le ruote e il padiglione.

Molto sottile il cofano a profilo deportante, nella cui presa d'aria sono incorporate due coppie di proiettori.

Sulla fiancata, con pronunciato diedro, si apre alla radice del parafango posteriore uno sguscio che dà origine alla presa d'aria per il raffreddamento del vano motore e per l'alimentazione.

Le sagomature, molto pronunciate attorno alle ruote, ricordano le allora contemporanee e famosissime P2 e P3.

Degna di nota per l'assoluta novità è la parte posteriore, dove con un lunotto verticale e concavo gli fanno da cornice le due pinne laterali, che si prolungano fino alla coda.

Per questa soluzione estremamente innovativa l'Ing. Carli offre un Suo prezioso contributo.


Il prototipo Dino prima della partenza per il Salone di Parigi (1965).


Raffinata illustrazione della Dino in versione stradale


Giulia Sport tubolare Pininfarina

Sempre nel 1965 Brovarone disegna la Giulia Sport tubolare, a dimostrazione di un periodo molto prolifico di talento, sia per lui sia per l'azienda.

Nel 1975 il Suo ultimo disegno da salone è l'Alfa Romeo Eagle su base Alfetta, il cui prototipo verrà presentato quello stesso anno al Salone di Torino nello stand Pinifarina

Prototipo Alfa Romeo Eagle del 1975.

Nel campo delle vetture di serie Aldo Brovarone ha dato il Suo apporto stilistico alla Peugeot 504 e alla bellissima Lancia Gamma Coupé.


Uno dei primi disegni
della Lancia Gamma Coupé. (1974)

Peugeot 504 disegnata nel 1965.

Dal 1988 si è ritirato in pensione, continuando a coltivare la propria passione per il disegno, la lettura e creando fantastiche cartoline illustrate rappresentanti aeroplani e auto antiche.

Proprio in quel periodo, grazie all'Ing. Leonardo Fioravanti, ho conosciuto personalemente Aldo Brovarone, con cui è nata una bellissima amicizia che dura tutt'oggi.


Cartolina

Cartolina

Nel 1996, nell'allora nostra azienda di famiglia “Stola Spa”, mio zio Roberto e io decidiamo di onorare il Salone dell'Automobile di Torino con il nostro primo prototipo ispirato alla Fiat Barchetta, come ringraziamento per la fiducia che la stessa Fiat ci aveva dato per progettare quella stessa automobile. Non a caso l'auto prenderà il nome di “Fiat Dedica”.

 

Così chiesi all'amico Aldo se era disposto a lavorare per noi. Ed ebbi una risposta molto inusuale:

Caro Signor Stola, sono in pensione e non posso e non voglio svolgere nessun lavoro di consulenza. Se vuole potrò farLe qualche schizzo, ma lo farò per hobby. Tenermi in forma mi farà bene ”.

Tengo a citare questo episodio che dimostra l'onestà e la generosità di cui ho scritto nelle prime righe.

Nel 1998 Aldo Brovarone disegnerà per me alcune proposte per il prototipo Abarth monotipo, e così nel 2000 con la S.82 e nel 2002 con la GTS.

Quando nell'autunno del 2004, l'ho informato di aver lasciato l'azienda di famiglia e di aver fondato STUDIOTORINO , con la Sua solita generosità, Aldo mi ha ancora una volta messo a disposizione il Suo incredibile talento, contribuendo al disegno della RK Spyder, da me presentata il 16 giugno 2005 al Museo dell'Automobile di Torino.

A questo proposito, vorrei citare un curioso aneddoto.
Nel settembre 2005 ricevetti una telefonata di Aldo che mi chiedeva di andarlo a trovare a casa sua per farmi una bella sorpresa. Una volta lì, ho trovato ad attendermi due fantastici figurini rappresentanti la versione Coupè della RK Spyder, presentata qualche mese prima.

 


Brovarone e Alfredo con la Stola Abarth Monotipo.
Salone dell'Automobile di Torino 1998.


Primo figurino della Stola S82 del 1999



Figurino definitivo Stola GTS del 2002


Brovarone e i disegni della nuova Coupé.

Non avevo assolutamente pianificato di realizzare una Coupè, ma dopo aver visto quei figurini così finemente disegnati dal mio prezioso amico e letteralmente conquistato dal suo incredibile entusiasmo, ho avviato questo nuovo progetto che vedrà la sua luce a inizio estate 2006.
Raccontare su questo sito la storia personale di Aldo, descrivere il suo contributo professionale nelle aziende Cisitalia e Pininfarina, e sottolineare il tempo dedicato alla mia persona, è per me un modo per ringraziarlo doverosamente, se ancora non lo avessi fatto sufficientemente.
Ho voluto che anche i lettori di www.studiotorino.com conoscessero un uomo dall'animo gentile e di rare virtù, con una grande passione per le “belle” automobili.

Foto ricavate dall'albun dei ricordi di Aldo Brovarone.